Parti con noi!

Anche CAI Parma ci aiuta a diffondere il nostro viaggio ed i nostri progetti di sviluppo,
perchè montagna è solidarietà per natura!

Martedì 30 maggio ore 21 presso la sede CAI di Parma,
in viale Piacenza 40,
CEFA presenta il viaggio di fine agosto in Kenya.


Ci vediamo alla sede CAI Mario Fantin!

INVITA TUTTI I TUOI AMICI!

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Ispirati da una storia, ispirati dalla storia

1943 – Nanyuki, Kenya

Un prigioniero di guerra italiano scorge per la prima volta, attraverso i reticolati del campo di prigionia in cui è costretto, la vetta del Monte Kenya.
La sua vita di prigioniero prende una svolta, trascinato dal sogno della vetta.
La fantasia si concretizza pian piano, fino alla notte della fuga. Un’avventura avvincente porterà 3 compagni di prigionia in vetta alla Punta Lenana durante giorni intensi di emozioni, fatiche e meraviglia.
Fuga sul Kenya è la narrazione potente e puntuale di queste giornate, in prima persona, senza fronzoli e piena di coraggio ed empatia.

Questa storia antica e sempre attuale rappresenta la vittoria della dignità umana sulla follia della guerra e della privazione, che si manifesta attraverso la vetta di un Monte.
Una vetta che solleva con la sua sola presenza lo spirito dell’Uomo mentre la sogna, la studia, si prepara all’ascesa e poi per sempre, supportando con il suo ricordo vivo e intenso il dramma della detenzione.

Perché insieme alla fiducia in voi stessi, avete ritrovato lassù, nel regno della bellezza e del silenzio dei cinquemila, quella facoltà di meravigliarsi, quell’umiltà, quella freschezza di sentimenti, quel rispetto augusto che è fonte di tutto ciò che è nobile nell’uomo. […]
Lassù da numeri siete ridiventati uomini.
E quella bandiera sul Lenana rimarrà per voi un simbolo, non solo della vostra Patria, ma di volontà contro il subire, di attività contro l’inerzia, di libertà contro il livellamento.
Fuga sul Kenya

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2010 – Bologna, Italia

Wu Ming 1 e Roberto Santachiara riprendono i passi di Felice Benuzzi, ripercorrendo la sua vita e la sua fuga sul Kenya. Nasce il libro Point Lenana.

Point Lenana è la lente di ingrandimento ed il cannocchiale, la chiave di lettura che ripercorre i passi di Felice Benuzzi, dalla sua infanzia fino alla vetta del Kenya, contestualizzandone le azioni ed emozioni.

Cerco storie che siano scomode anche per me e per chi grosso modo condivide le mie idee. Sarebbe troppo facile raccontare cose scomode solo per gli altri, per chi la pensa diversamente da me. Non varrebbe la pena conoscere, se conoscere non ci mettesse in crisi. Un sapere rassicurante per chi lo coltiva non può nemmeno essere detto un sapere, è solo un girare intorno al non-voler-sapere. Quanto all’inesperienza e alla fatica, mi allenerò.
Point Lenana

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2016 – Nairobi, Kenya

Partiamo per la nostra Punta Lenana,
guidati dalla certezza di intraprendere passi di dignità,
dalla volontà di intrecciare le nostre storie con la Storia e con le storie di altri uomini e donne come noi,
dalla speranza di portare sempre nel cuore la forza di contagiare con questi valori le persone intorno a noi.

Montagna di Pace, arriviamo!

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Trek Monte Kenya

Ecco il dettaglio dei giorni che passeremo nella meraviglia del Parco del Monte Kenya, dalla foresta di bambù al cielo stellato della Punta Lenana!

Giorno 1:

Partenza dal Sirimon Gate (2660 m), porta d’accesso al Parco del Monte Kenya.
Partenza attraverso la magnifica foresta montana, con bambù e lobelie giganti fino alla brughiera d’altura e il primo rifugio (Old Moses Camp, 3300 m). Cena e pernottamento.

Dolce trek di 4 ore con dislivello in salita di circa 680 m.

Sirimon Gate

Sirimon Gate

Giorno 2:

Proseguendo sul sentiero in salita, imbocchiamo il sentiero di destra, fino all’attraversamento del fiume Ontulili.
Svolta a destra attraverso la brughiera e oltrepassando il fiume Liki North, proseguendo in salita verso la vallata Mackinder, da cui si godono fantastiche viste sulla vallata verso lo Shipton Camp (4200 m).
Il campo si trova in uno scenario surreale, giusto al di sotto dei pinnacoli e ghiacciai della nostra Montagna, circondati da roditori hyrax e uccelli locali.

Mackinder Valley

Mackinder Valley

Giorno 3:

Acclimatamento in quota e riposo allo Shipton Camp.
Passeggiate per prendere un po’ di quota (370 m) verso le Oblong tarn e Hausberg tarn in mattinata.
Salire a maggiore quota e scendere per la notte è ottimo per acclimatarsi ma possiamo anche sfruttare il riposo al rifugio riflettendo e ammirando le aquile.

Shipton's Camp

Shipton’s Camp

Giorno 4:

Sveglia alle 3 di mattina per raggiungere la Punta Lenana (4985 m) giusto in tempo per l’alba Africana.
La salita parte sul ghiaione ghiacciato e continua su un sentiero roccioso appena tortuoso.
Con una buona luna si potrebbe procedere anche senza pila, senza luna il cielo terso si specchia al suolo con un incredibile spettacolo di stelle.
L’ascesa richiede 3-4 ore.
Si potrebbe scorgere il Kilimangiaro all’orizzonte.

Vetta Punta Lenana

Vetta Punta Lenana

Discesa al Minto Hut per la meritata colazione e discesa verso le Mt Kenya Bandas lungo la meravigliosa vallata con vista su The Temple, lago Michaelson, rocce Mushroom e Giant Billiard Table.

Minto Hut

Minto Hut

Cosa facciamo in Kenya?

Il viaggio in Kenya dei nostri sostenitori si avvicina, noi non vediamo l’ora!

Quando:

dal 29 luglio al 11 agosto

Programma indicativo

(restate sintonizzati per gli aggiornamenti)

Visita al progetto sand dams di Kitui
1152 m s.l.m.

sand dam La costruzione di queste strutture garantisce accesso all’acqua alle comunità per usi domestici e agricoli. Il progetto include anche formazione e supporto all’attività agricola e all’apicoltura con attenzione all’intera filiera.
Questo intervento ha un impatto diretto su circa 5000 famiglie.

Visita al progetto Kathita Kiirua Water Project ed acclimatamento
2044 m s.l.m.

kkwp CEFA ha completato la realizzazione di un sistema di adduzione di acqua verso 16 villaggi nella zona di Kiirua.
Questo intervento ha un impatto diretto su circa 50000 persone.

Ascesa alla Punta Lenana sul Monte Kenya
4985 m s.l.m.

La vetta si svela ai viandanti Il trekking all’interno del Parco Naturale del Monte Kenya verrà effettuato insieme a guide locali. Saliremo dalle pendici del monte più alto del paese fino alla più alta vetta raggiungibile con solo trekking.

Vado in Africa a cambiare il mondo

Questa estate un piccolo gruppo di uomini e donne prenderà in mano lo zaino e il cuore e partirà alla volta del Kenya.
Qualcuno di loro conosce già l’Africa, il suo mal ed i suoi mali, altri la conoscono con la vista e l’intelletto ma non con il tatto e con l’olfatto.

Si pongono un obiettivo preciso: compiere un gesto di cambiamento, di pacifica protesta se vogliamo, mettersi in moto per migliorare, crederci perchè insieme è possibile.
Utopia o realtà?

Questa estate un piccolo gruppo di uomini e donne scenderà dai 5199 metri del Monte Kenya, una vetta alta e simbolica, dopo aver incontrato famiglie, comunità, stretto mani, impastato cemento, piantato alberi e confuso i pensieri.
Allora qualcosa sarà cambiato, il mondo sarà cambiato.

Ci sarà una nuova luce ed un nuovo ronzio nelle azioni di questi uomini e donne e nuovi semi di speranza piantati qua e là nella Terra.
Le disuguaglianze proseguiranno, soprusi e violenze non saranno sopite, gli interessi prevarranno sulla dignità, ma non qui, non ora e non noi: un piccolo manipolo di donne e uomini sanno che un’altra strada è possibile e deve essere percorsa con un ostinato sorriso.

Viaggiare, seminare, è così: forse non vedrò gli agognati cambiamenti del mondo, ma sarò io stesso a cambiare, vedere questo mondo con occhi nuovi e camminarvi sopra con un nuovo passo e, contagiando il passo di chi mi sta accanto, senza accorgermene, il Mondo sarà già cambiato.

cambiare

Coraggio! Ogni vetta è esigente

Non avere paura del buio, solo così si vedono le stelle.
Non avere paura del freddo, mettiti in moto e cerca un abbraccio.
Non avere paura del diverso, ma la curiosità dell’incontro.

Nel buio, nel freddo e nel diverso ci siamo spinti fino ad una vetta.
Una vetta esigente: non vuole essere un obiettivo raggiunto, ma piuttosto un punto di partenza da ricordare e da cui ripartire ogni giorno, con la stessa emozione e lo stesso entusiasmo, che rivivo in questa pagina di diario:

Il terzo giorno partiamo alle 3.15 sotto un cielo dalla bellezza inesprimibile.
Le ombre scure della montagna si stagliano nere nell’oscurità, lasciando solo all’immaginazione la salita che ci attende nel gelo notturno.
Sei solo con il tuo obiettivo, le tue gambe e il tuo respiro, che non deve mai affannarsi nonostante il poco ossigeno.
Ridiamo: meglio farla di notte questa strada, non vedere il sentiero ripido e la cima verticale.
Non so come sarebbe di giorno, so solo che è freddo, che il cielo è stupendo e che ho voglia di camminare.
Passo dopo passo l’alba schiarisce i paesaggi sopra le nuvole, regalando colori delicati e meravigliosi e cangianti.
E siamo già alla cima, nel nevischio, con quell’ultima roccia da arrampicare con i piedi gelati.
Ecco la croce e dovunque ti giri ti manca il fiato, non per il poco ossigeno, ma per la grandezza di quello che vivi.
Tu, piccolo e grande insieme, a braccetto tra terra e cielo.

Vetta Punta Lenana

La Vetta di Punta Lenana (4985 m)

5199 m – Una vita in salita

Per tutti la vita è una sfida.

Ci sono tantissime persone, come me e come te, cui la vita ogni giorno chiede sfide ancora più grandi per difendere i propri diritti di base: acqua, cibo, salute, istruzione.

Vogliamo sfidare noi stessi e le nostre forze esplorando diversi ambienti del Kenya fino in cima al monte Kenya, a 5000 metri, per ricordare che alla fine di uno sforzo c’è una vetta, che insieme possiamo farcela e che questa fatica non è nulla in confronto allo sforzo quotidiano di tante famiglie a noi così vicine eppure così lontane.

Camminare sui sentieri del Kenya significa accettare di camminare in salita, silenziosamente per conservare il fiato, ma con il sorriso di chi porta verso la vetta un sogno grande: donare una fonte d’acqua a 5000 famiglie di Kitui appena incontrate, con cui si è appena condiviso lo sforzo della costruzione della sand dam.

Camminare verso la Punta Lenana significa ricordare chi ha scalato quelle vette in totale solitudine reclamando la propria libertà, la libertà dell’Italia e soprattutto la libertà dalla guerra e da tutti i conflitti che impediscono lo sviluppo dignitoso ed equo dei popoli. (Mai sentito parlare di Felice Benuzzi, Giovanni Balletto e Vincenzo Barsotti?)

Camminare verso una vetta alta e impegnativa fa rimbombare ad ogni passo che le conquiste sono faticose ma ricorda anche la nostra fortuna di essere lì a respirare quell’aria rarefatta e libera, di conoscere una quotidianità fatta di affetti e certezze e necessità soddisfatte.

Camminare, camminare, il nostro augurio e impegno oggi è quello di metterci in marcia per far camminare di meno le donne e i bambini di Kitui per l’approvvigionamento di acqua, per la vendita dei prodotti agricoli, per raggiungere la scuola, per trovare un dispensario. Ecco: permettere di camminare di meno a chi già porta un pesante fardello e a tutti gli altri ricordare di mettersi ogni giorno in cammino e fare almeno un passo incontro ai bisogni dell’Altro.

 

Cena con CEFA, pregusta la Tua Africa

Sarai dei nostri per condividere, ascoltare, immaginare, sognare e… partire?!?!
Il sorriso di questi bambini aspetta anche te!

Cari amici,
come ogni anno ci ritroviamo per la Cena di Natale

Sabato 12 Dicembre alle ore 20.00

via Magenta 10, Bologna
presso il City Hotel

avremo la testimonianza di Luciano Centonze appena rientrato da Kitui, Kenya.

Il costo è di 30€. L’incasso servirà a sostenere le attività del CEFA in Kenya.
Vi preghiamo di comunicare la Vostra presenza entro mercoledì 9 Dicembre tramite mail a: info@cefaonlus.it o telefonicamente al 051.520285 a Rosa del CEFA

Vi aspettiamo numerosi !!

Farolini Patrizia
Presidente

Viaggio in Kenya con un amico in più!

Evviva!!
La generosità non ha confini: oggi ringraziamo Enrico di Milano che ce lo ricorda!
Coinvolgendo gli altri, raccontando del progetto di Kitui e condividendo i valori che guidano noi di Cefa – Il seme della solidarietà, la sua donazione è superiore alla fatidica “soglia Batian”!
Parteciperà alle nostre escursioni in Italia, alla preparazione atletica con i campioni e infine partirà con noi per il Kenya la prossima estate.
GRAZIE ENRICO!
Non vediamo l’ora di viaggiare con te!

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Monte Kenya, un patrimonio universale

Il Monte Kenya e la riserva forestale circostante sono Sito Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, vieni a scoprirlo con noi!

I monti e le foreste della regione del Monte Kenya sono stati dichiarati Parco Nazionale già nel 1949, per proteggerne l’ecosistema. Nell’aprile del 1978 l’area è stata designata Riserva della Biosfera UNESCO. Il parco nazionale e le foreste sono state dichiarate Sito Patrimonio dell’umanità nel 1997.

Il Governo del Kenya ha basato questa importante scelta su 4 pilastri:

  • rafforzamento del turismo, importante per l’economia locale e nazionale,
  • conservazione di un’area dalla bellezza scenografica unica
  • salvaguardia della biodiversità
  • protezione delle risorse idriche utili alle zone circostanti.

La superficie del parco nazionale è di 715 km quadrati, la maggior parte dei quali al di sopra dei 3000 metri. La superficie della riserva forestale è di 705 km quadrati; complessivamente il sito patrimonio dell’umanità risulta dunque di 1420 km quadrati.

La diversità altimetrica del parco, dai 1500 m ai 5199 m, rende possibile la presenza di diversi habitat, dalla foresta pluviale ai ghiacciai perenni.
La foresta pluviale si estende fino ai 3000 m circa, con alberi ad alto fusto che vanno degradando verso la macchia bassa. Questo ambiente e’ popolato da bufali neri, elefanti, leopardi, serval, antilopi, antilopi eland, scimmie colobus e babbuini.
Dai 3700 m inizia la fascia vegetazionale di lobelie giganti e seneci giganti, che arrivano fino ai 4500 m; notevoli distese si incontrano nelle valli McKinder e Chogoria.

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Lobelia gigante in ammirazione del paesaggio.
Qui era 10 anni fa, sarà cresciuta? Scomparsa?
Lo scopriremo insieme!

Oltre i 4500 m inizia il deserto d’alta quota, con piccoli laghi alpini privi di forme di vita, fino a piccoli ghiacciai perenni tra le cime Nelion e Batian a circa 5000 m di altitudine.

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Chi c’è dentro al dendrosenecio?

Monte Kenya – chi sei?

Il Monte Kenya è la montagna più alta del Kenya e la seconda montagna più alta d’Africa, dopo il Kilimanjaro.

Le vette più alte sono Batian (5199 m), Nelion (5188 m) e Point Lenana (4985 m).

La nostra sfida punta in alto, a quota 5199 e vogliamo condividerla con voi!

Vi lasciamo per un attimo a contemplare questa alba, vorremmo godere questa meraviglia insieme a voi dalla cima la prossima estate.

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Il Monte Kenya è ubicato nella parte centrale del Paese, circa 16.5 km a sud dell’Equatore, a circa 150 km a nord-est di Nairobi.
Dal suo nome deriva il nome del Paese.

I nomi dei picchi più alti commemorano diversi capi Maasai: Mbatian, un uomo di medicina, Nelieng, suo fratello, Lenana e Sendeyo, i suoi figli. Anche Terere fu un capo Maasai.
Altri toponimi sono riferiti a esploratori e scalatori europei, come Shipton, Sommerfelt, Tilman, Dutton e Arthur.
Altri ancora ricordano personalità kenyane.

Eccoci in contemplazione della vetta, tanti anni or sono, con la stessa passione e lo stesso spirito.

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Le culture delle popolazioni che vivono intorno al Monte Kenya sono strettamente legate alla loro montagna:

  • i Kikuyu e, molto similmente gli Embu, pongono sul Monte l’abitazione della divinità Ngai (o Mwene Ngaya) dalla sua discesa dal cielo, il suo trono sulla terra; da qui il nome Kiri Nyaga, ossia il luogo dove dio vive. Qui il capostipite della tribù, Gikuyu, incontrava dio e viene dunque ritenuto dai Kikuyu il primo ad effettuare l’ascesa. Un’altra curiosità: i kikuyu erano soliti costruire le proprie abitazioni con le porte rivolte verso la montagna.
  • gli Ameru ricordano il Monte Kenya nelle loro canzoni e storie tradizionali, denominandolo Kirimara, il monte dalle strisce bianche.
  • i Maasai ritengono che i loro avi siano scesi dalla montagna all’inizio dei tempi e la denominano Ol Donyo Keri, la montagna con le striscie, riferendosi alle ombre scure che si osservano dalla pianura circostante.

E tu, per chi cammini?

Una storia ebraica narra di un rabbino saggio e timorato di Dio che, una sera, dopo una giornata passata a consultare i libri delle antiche profezie, decise di uscire per la strada a fare una passeggiata distensiva.

Mentre camminava lentamente per una strada isolata, incontrò un guardiano che camminava avanti e indietro, con passi lunghi e decisi, davanti alla cancellata di un ricco podere.
“Per chi cammini, tu?”, chiese il rabbino, incuriosito.
Il guardiano disse il nome del suo padrone. Poi, subito dopo, chiese al rabbino: “E tu, per chi cammini?“.

Questa domanda, conclude la storia, si conficcò nel cuore del rabbino.

E tu, per chi cammini?
Per chi sono tutti i passi e gli affanni di questa giornata?
Per chi vivi?
Puoi vivere solo per qualcuno.
Ad ogni passo, oggi, ripeti il suo nome.
Mai avrai avuto una giornata così leggera.

Bruno Ferrero, Il canto del grillo

Noi ora vogliamo camminare per le famiglie di Kitui, ricordando ad ogni passo il passo di una donna che si reca a prendere acqua, il passo di un bambino che lavora il suo campo, condividendo -anche solo per un istante ed in minima parte- la loro fatica, un sorriso e farci testimoni che un altro modo di camminare insieme è possibile e vogliamo realizzarlo!

Cammina con noi: 3 passi per nutrire il pianeta, davvero.

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